Ing. Giorgio Montagnoli: un maestro di solide armonie

Articolo pubblicato su Living n°96 – Intervista di Nicoletta Romano

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Touchons du bois…i Francesi per augurarsi buona fortuna in un’impresa non toccano ferro bensì legno.
L’ingegner Giorgio Montagnoli è nato circondato da questo nobile e benefico materiale presente da generazioni nella sua famiglia, dal 1921 per l’esattezza, innalzando la Montagnoli Evio di Arsago Seprio ad azienda di punta del settore riconosciuta in ambito internazionale.

Ing.-Giorgio-Montagnoli-un-maestro-di-solide-armonie_2“A quei tempi questo territorio era immerso nei boschi, mio nonno Stefano possedeva una piccola segheria e insieme a suo fratello Giovanni iniziò a produrre legnami per tetti, mediamente uno al mese.
Era un’epoca dura, il legno veniva segato a mano direttamente nel bosco e poi consegnato con un carro trainato dal cavallo anche nel novarese”.

L’ingegner Montagnoli mi racconta la genesi dell’azienda nel suo ufficio posizionato al centro dell’impresa che occupa un vasto segmento del paese.
“Alla fine della Seconda Guerra scoppiò il boom edilizio, mio padre prese i comandi dando un notevole impulso alla ditta aggiungendo la carpenteria alla segheria su sollecitazione dei clienti. Nel ’74, fresco di laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, sono subentrato io sviluppando il discorso delle strutture e case in legno.”

Sfogliando le varie pubblicazioni rimango impressionata nel vedere le diverse applicazioni da voi realizzate, passerelle, palestre, piscine, senza parlare delle capriate dei tetti, di una complessità e un’estetica assolutamente stupefacenti.
Qui non si tratta più di costruire bene, bensì di costruire con ingegno!
Giorgio Montagnoli sorride: “ci sono quelli che hanno il pallino delle auto, io ho il tarlo del legno, una passione che riempie tutti gli spazi della mia vita”.
Soprattutto lei è pervaso da uno spirito innovatore, tutti suoi lavori testimoniano di un’incessante ricerca applicata in tempi non sospetti, cosa ha scatenato questa grande passione? “Ha indubbiamente inciso il mio rapporto con il geometra Giovanni Cenci di Como, per me il più grande strutturista mai conosciuto. Il suo studio di Brunate fu il primo in Italia a dedicarsi alla progettazione e calcolo di strutture in legno secondo le normative ufficiali estere.
Mio padre ed io entrammo in contatto con lui perchè volevamo cimentarci con le tecniche canadesi. Instaurammo così dei rapporti di lavoro molto costruttivi e improntati sulla stima reciproca, tant’è che grazie a lui lavorammo negli anni ’70 a Villar Perosa, nella villa dell’Avvocato.

Ing. Giorgio Montagnoli: un maestro di solide armonieDunque Agnelli da Torino venne a cercare voi ad Arsago Seprio?
“E’ una storia curiosa: per invogliare sua figlia Margherita a venire a trovarlo più spesso, l’Avvocato ebbe in animo di costruire una sala giochi con piscina annessa e chiese a Gae Aulenti di fare il progetto. L’architetta prese spunto da un casotto pre-esistente, inserendovi una struttura in legno molto complessa che fu affidata al falegname della famiglia il quale, non sapendo da dove iniziare, cadde su una pubblicazione del Cenci. Si precipitò da lui con un plastico fatto di stuzzicadenti.
Cenci, che era un uomo deciso e di poche parole gli disse: lei non è in grado, faccia il falegname, questo lavoro sul tondo può farlo solo Montagnoli. Fu un lavoro d’incastro complesso e di altissima precisione, siamo partiti dai tronchi limandoli millimetro per millimetro. La struttura finì per calzare alla perfezione.
Un glorioso fiore all’occhiello per la Montagnoli che è stata l’antesignana delle strutture in legno per l’edilizia. “Ai tempi era raro trovarne, ora tutti ne parlano, malgrado sussista una grossa resistenza da parte delle aziende edili tradizionali”. Oggi la Montagnoli impiega una quindicina di persone che operano principalmente sul nostro territorio. “E’ stata una scelta voluta.
Le nostre case sono un prodotto “sartoriale”, come un abito fatto su misura. Ognuna viene realizzata su progetto del cliente ed è basilare stabilire un contatto diretto sia con la committenza che con il progettista, il che spesso non viene capito: più si riesce ad affinare il progetto all’inizio, più la casa sarà perfetta. I vani per porte e finestre e gli alloggiamenti degli impianti eseguiti su un centro a controllo numerico sono più precisi e meno costosi di quelli fatti a mano.
Il nostro disegno si avvicina di più a quello meccanico che a quello tecnico o civile.
Tutto è già previsto in ogni minimo particolare costruttivo, dalle lamelle orientabili, alle zanzariere, al serramento.

Noi siamo abituati a pensare in millimetri, un concetto difficile da far capire in edilizia, ma se la progettazione iniziale è più lunga, i tempi di realizzazione risultano sensibilmente più brevi. Prenda i sopralzi: è chiaro che la progettazione richiede molto tempo dovendo rispettare le quote esistenti che lasciano un infimo margine di manovre, ma l’esecuzione propriamente detta non prende più di tre giorni.”
Lei è uno dei pochi ad avere percepito ante litteram le grandi potenzialità di sviluppo che la lavorazione del legno racchiude, ma è anche
un uomo che ama le sfide, un ricercatore instancabile di nuove soluzioni. “Credo che vi sia sempre da imparare, amo sperimentare tecniche nuove e condividerle, penso che faccia parte integrante della mia mission.
Proprio a questo scopo ho realizzato un palazzo multipiano in legno certificato CasaClima in classe A e che è stato costruito sfruttando al massimo
l’efficienza energetica dell’involucro per minimizzare i consumi nel rispetto dell’ambiente.
Progettato in 3D è diventato una sorta di cantiere didattico ospitando circa 400 professionisti che hanno avuto modo di apprendere e istruirsi attraverso una serie di convegni tematici.
Questa palazzina è stata selezionata da CasaClima che l’ha inserita nell’itinerario delle visite guidate nelle case più degne di nota.”

Possiamo dire che la sua azienda si piazza tra l’alto artigianato e l’industria? “Possiamo anche aggiungere che costruire in legno è un’arte che deve essere
divulgata e insegnata, come la nostra azienda ha sempre cercato di fare.”

 

Articolo ubblicato su Living n°96 – Intervista di Nicoletta Romano

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